Ozono, a Lodi oltre 90 giorni di aria fuorilegge nell'estate 2026
Legambiente Lombardia: a Lodi superata per oltre 90 giorni la soglia di 120 µg/m3 tra maggio e settembre. Nessun capoluogo lombardo entro i limiti.

- Lodi ha superato per oltre 90 giorni (94 secondo un'elaborazione successiva) il limite di 120 microgrammi/m3 di ozono tra maggio e settembre 2026
- Bergamo e Monza le città più colpite in Lombardia, con oltre 110 giorni di superamento
- Il responsabile scientifico di Legambiente Lombardia collega il fenomeno alla crisi climatica e chiede di ridurre le emissioni di metano
- L'ozono è associato a circa 70mila morti premature l'anno in Europa, oltre 13mila in Italia
Anche Lodi chiude l'estate 2026 con un bilancio pesante sulla qualità dell'aria: tra maggio e settembre il capoluogo ha registrato oltre 90 giorni di superamento dei limiti di riferimento per l'ozono, secondo i dati diffusi da Legambiente Lombardia sulla base delle rilevazioni di Arpa. Un'elaborazione successiva dei medesimi dati, circolata nei giorni seguenti, ha quantificato in 94 le giornate di sforamento registrate a Lodi nel periodo considerato.
Lo stesso livello di criticità, oltre 90 giorni di aria inquinata, ha riguardato anche Brescia, Lecco, Milano, Varese e Cremona. Nessun capoluogo lombardo è rimasto entro i limiti previsti dalla normativa europea nella scorsa stagione estiva. Le situazioni più gravi si sono registrate a Bergamo e Monza, con oltre 110 giorni di concentrazioni superiori ai valori di riferimento, mentre Sondrio, storicamente meno esposta al fenomeno, ha superato la soglia per 43 giorni.
Che cosa dicono i numeri
Il limite fissato dalla normativa europea è di 120 microgrammi per metro cubo come massima media giornaliera su otto ore, da non superare per più di 25 giorni all'anno. L'Organizzazione mondiale della sanità indica invece un valore guida più restrittivo, pari a 100 microgrammi per metro cubo, da non superare per più di tre giorni l'anno. Un ulteriore parametro, la soglia di informazione fissata a 180 microgrammi per metro cubo, obbliga le istituzioni ad avvertire la popolazione quando viene superata: nell'estate 2026 è successo per 117 ore a Monza, 77 a Bergamo e 69 a Varese, secondo i dati Arpa citati da Legambiente.
Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia, lega il fenomeno alla crisi climatica: "Se l'estate 2026, come affermato da molti esperti, è solo un assaggio della crisi climatica che ci aspetta, dobbiamo prepararci a fare i conti con nuove e sempre più gravi minacce per la nostra salute causate dagli inquinanti cosiddetti climatici". Di Simine chiede di intervenire sulle emissioni di traffico, industrie e allevamenti, segnalando in particolare il ruolo del metano come precursore dell'ozono.
I rischi e il contesto
L'ozono troposferico è un gas irritante per le mucose respiratorie e oculari e può danneggiare colture agricole e foreste. Secondo le valutazioni dell'Agenzia europea dell'ambiente richiamate da Legambiente, è associato a circa 70mila morti premature l'anno in Europa, di cui oltre 13mila in Italia, con la Pianura Padana tra le aree più esposte.
Il dato si inserisce in un quadro locale già segnato da criticità sul fronte dell'aria: a dicembre 2025 Lodi era risultata la seconda città lombarda, dopo Milano, per numero di giornate di superamento del limite di PM10, con un trend in peggioramento rispetto al resto della regione secondo le rilevazioni Arpa.



