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Ospedale di Lodi, 190 interventi con il robot Da Vinci in sette mesi

All'Ospedale Maggiore di Lodi 190 interventi di chirurgia robotica tra fine febbraio e il 30 settembre 2026, soprattutto per patologie oncologiche.

Scenery taken from the bridge over the River Adda in the city of Lodi in Lombardy
Foto d'archivio · Foto Davide Salvoni Photographer / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
In breve
  • 190 interventi eseguiti tra fine febbraio e il 30 settembre 2026 con il sistema Da Vinci XI
  • Coinvolte le équipe di Chirurgia Generale, Urologia e Ginecologia
  • L'investimento regionale per il noleggio del robot ammonta a circa 700mila euro l'anno
  • A regime l'obiettivo dell'ASST è di arrivare a circa 250 procedure annue

L'Ospedale Maggiore di Lodi ha eseguito 190 interventi di chirurgia robotica con il sistema Da Vinci XI tra la fine di febbraio e il 30 settembre 2026. Lo rende noto l'ASST di Lodi, tracciando il primo bilancio dei sette mesi di attività della piattaforma, impiegata dalle équipe di Chirurgia Generale, Urologia e Ginecologia soprattutto per il trattamento di patologie oncologiche a carico di fegato, intestino, prostata e utero.

Come funziona il robot e i primi interventi

Il sistema Da Vinci XI, giunto alla quarta generazione tecnologica, consente interventi mini-invasivi grazie a una visione tridimensionale del campo operatorio. A descriverne il funzionamento è Pietro Bisagni, primario di Chirurgia Generale e direttore del Dipartimento Chirurgico dell'ASST di Lodi: "il chirurgo non opera con le proprie mani ma manovra un robot a distanza, rimanendo seduto ad una console, posta in sala operatoria. Il sistema computerizzato trasforma, poi, il movimento delle mani in impulsi che vengono convogliati alle braccia robotiche". I primi due interventi, tra febbraio e marzo, sono stati una colecistectomia e una prostatectomia.

La distribuzione degli interventi per reparto

In Chirurgia Generale metà delle operazioni ha riguardato patologie del fegato, delle vie biliari e della colecisti, il 27% patologie colorettali, il 15% la parete addominale e il 7% lo stomaco. In Urologia, spiega il primario Piero Incarbone, gli interventi hanno interessato prostata, vescica e reni, con un impiego più recente anche nella chirurgia funzionale dell'uretra. In Ginecologia, secondo il primario Marco Soligo, le procedure più frequenti sono state le isterectomie.

Vantaggi per i pazienti e organizzazione

Tra i benefici indicati dai responsabili delle équipe figurano minore necessità di trasfusioni, riduzione del dolore postoperatorio e tempi di ospedalizzazione che, secondo Incarbone, in molti casi "vengono addirittura dimezzati". Ciascuna delle tre specialità dispone attualmente di due chirurghi accreditati all'utilizzo del sistema, mentre altri specialisti sono in lista d'attesa per l'abilitazione.

Il robot era stato installato al settimo piano del nosocomio lodigiano all'inizio di febbraio 2026 nell'ambito di un piano regionale che prevede la distribuzione di 11 sistemi Da Vinci in diverse ASST lombarde a partire da aprile 2025. L'investimento per il noleggio del macchinario e dei dispositivi connessi ammonta a circa 700mila euro l'anno, stanziati da Regione Lombardia. Secondo quanto comunicato dall'ASST di Lodi, a regime il programma dovrà prevedere il raggiungimento di un volume annuo di circa 250 procedure chirurgiche.

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